RICICLARE L’ALLUMINIO
A

vete mai riflettuto sulla provenienza della materia prima di cui è costituita la vostra Crafond? E sapete, dopo anni e anni di onorata carriera, dopo aver cucinato una media di 7.300 pasti, in cosa è in grado di trasformarsi? Seguiteci e ve lo illustriamo.

L’alluminio è un metallo leggero e plasmabile, perfetto per essere modellato e impiegato in svariate modalità. Viene estratto dalla bauxite, una roccia sedimentaria diffusa in più parti del mondo. Essa non contiene solo alluminio, ma anche altri materiali. Si rende necessario, oltre al lavoro di scavo ed estrazione nelle miniere – molto inquinante – un processo di separazione che avviene a livello industriale, tramite l’impiego di reagenti chimici.

Circa il 75% di tutto l’alluminio che sia mai stato prodotto, sin dal 1888, viene costantemente e ripetutamente riciclato e trasformato in nuovi prodotti.

È un metallo fondamentale per lo sviluppo tecnologico con immense possibilità di impiego nell’industria, nell’edilizia, nell’aerospaziale, nell’elettronica e negli imballaggi.

Molti beni e oggetti sono realizzati con l’alluminio, come biciclette, automobili, aerei e treni, porte, finestre e tetti, orologi, oggetti di design, arredamento e, naturalmente, imballaggi.

L’alluminio è in cucina: nel coperchio dello yogurt, nei tappi dell’acqua minerale e dell’olio, nell’involucro del cioccolato, nelle lattine, nei blister dei medicinali, intorno ai dadi del brodo, nelle confezioni di caffè. Sempre in cucina vi sono vaschette e rotoli di foglio di alluminio, pentole, posate, caffettiere e altri accessori vari fatti in alluminio.

Nella stanza da bagno troviamo tubetti e scatolette in alluminio per prodotti di cosmetica, bombolette spray per la barba e per prodotti nebulizzati come le lacche per capelli, anche la piastrina dei rasoi che separa le lame è in alluminio.

L’alluminio è “entrato” nella nostra vita ed è correlato a molteplici aspetti della società moderna, e sempre più diffuse sono le applicazioni nei diversi settori industriali in molti casi in sostituzione di metalli usati in precedenza, primo fra tutti l’acciaio, rispetto al quale l’alluminio è più leggero, non arrugginisce e assicura un livello di igiene più elevato.

Da molti anni, ormai, l’industria italiana del riciclo dell’alluminio detiene una posizione di rilievo nel panorama mondiale per quantità di materiale riciclato.

Il nostro Paese è infatti terzo al mondo assieme alla Germania dopo Stati Uniti e Giappone.

Si tratta di risultati molto importanti che confermano la continua attività di ricerca per lo sviluppo di tecnologie per il riciclo e il recupero dell’alluminio pre e post consumo per impieghi nei diversi settori applicativi.
È un primato notevole se consideriamo gli aspetti legati alle performance ambientali di questo materiale: infinita riciclabilità al 100%, tutela dell’ambiente e delle sue risorse naturali e importante contributo alla riduzione di emissioni nell’atmosfera.

Tutto l’alluminio prodotto nel nostro Paese proviene dal riciclo e non differisce per nulla da quello ottenuto dal minerale originale poiché le caratteristiche fondamentali del metallo rimangono invariate.

Dopo la selezione, gli imballaggi in alluminio, prima raccolti poi pressati in balle, vengono avviati a riciclo in fonderia.
Sostanzialmente qui il materiale viene pre-trattato a circa 500° per essere depurato da vernici o altre sostanze aderenti e poi fuso a 800° per ottenere alluminio liquido da cui si ottengono lingotti e placche destinate a essere lavorate per la produzione di semilavorati e nuovi manufatti.

L’alluminio riciclato ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario.

La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla collettività in termini di:

– Economia, il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime.
– Energia, il riciclo dell’alluminio permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima.
– Materia, il riciclo degli imballaggi in alluminio permette di recuperare materia prima preziosa, utilizzabile per la realizzazione di nuovi prodotti.
– Ambiente, il riciclo dell’alluminio permette di salvaguardare l’ambiente e le sue importanti risorse naturali.

Il riciclo dell’alluminio si pone come voce fondamentale in quella che viene definita economia circolare.

Questa pratica in Italia vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ovvero l’1,5% del valore aggiunto nazionale.
Numeri che sostanzialmente equivalgono a quelli di tutto il settore energetico nazionale o di un settore industriale storico come quello dell’industria tessile, non molto distante dal valore aggiunto dell’agricoltura.

Un settore che impiega oltre 575 mila lavoratori, mostrandosi ogni anno sempre più competitivo per i giovani in cerca di occupazione e per i profili professionali più specializzati.

Questi dati sono emersi dalla ricerca: “L’Economia Circolare in Italia – la filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti”, presentata il 29 novembre 2018 a Roma e curata dall’esperto ambientale Duccio Bianchi.

Si tratta di un primo vero e proprio bilancio sull’economia circolare in Italia che dimostra come l’economia italiana sia oggi in Europa la più performante per circolarità di materia, produttività delle risorse, capacità di riciclo.

Anche le Crafond si dimostrano gli strumenti per cucinare più performanti e sostenibili, ecco un altro motivo per affermare che #crafondfabene

Ci salutiamo e vi lasciamo alla lettura di un oroscopo divertente a tema riciclo.

A presto.

Fonte Cial